La Primula Palinuri - il fiore simbolo del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano
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La Pasqua nel Cilento

pizza di granoLa Pasqua Cilentana: le antiche tradizioni si sposano con la più viva religiosità; la festa della Vita che rinasce tra storia, le usanze di un tempo e le più gustose ricette...

Nel linguaggio popolare questo termine è attribuito a tre ricorrenze religiose, ciascuna ben distinta dall'altra:

Pasca Bufanìa (Pasqua Epifania) corrisponde all'Epifania, 6 gennaio;

Pasca re l'Ova (Pasqua delle uova) è la Pasqua di Resurrezione, cade la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera;

Pasca ri Juri (Pasqua dei fiori) corrisponde alla Pentecoste, che cade cinquanta giorni dopo la Pasqua di Resurrezione.

 


La prima,la PASCA BUFANIA, che nella tradizione cristiana celebra la manifestazione della divinità di Cristo ai Magi (nel consumismo moderno la Befana che porta i doni ai bambini), nella cultura contadina del Cilento è il giorno nel quale le anime dei morti lasciano definitivamente la terra. Un vecchio proverbio recita: Tutte li Pasche jéssero e benéssero, ma Pasca Bufanìa nu' benésse mai!

 

 


La seconda è detta PASCA RE L'OVA per l'uso antico di regalare alla persona amata e ai bambini `u viccio cu l'uovo, cioè una treccia di pane bianco che contiene un uovo, preparata durante l'ultima panificazione prima della festa. I simboli dell'uovo (=vita primordiale) e il rito del dono sono antichissimi e li troviamo presso molte culture. L'aspetto che si dà al viccio è molto originale e costituisce oggi una delle pochissime pizza di riso"forme" che esprimono in maniera diretta il significato di un rito arcaico. Ogni paese ha elaborato una sua "forma"; la pasta del pane può essere modellata a tòrtano, cioè rotonda con una piccola cavità al centro nella quale è posto l'uovo; oppure a viccio, cioè intrecciata a creare l'aspetto di un neonato in fasce e l'uovo è collocato nella parte superiore (testa) o più spesso in quella inferiore (ombelico). Il viccio, un tempo, per le bambine che lo ricevevano in dono, costituiva l'occasione del gioco della "mamma": fasciato, diveniva nella loro fantasia, il figlioletto da cullare.

 

Tutti questi elementi vanno letti simbolicamente (riferimento all'uovo cosmico, all'ombelico della terra come centro della vita e del mondo, ecc.) e collegati alle mitologie antiche delle "forme" primordiali della vita-che-nasce; le quali nella festa cristiana della Pasqua hanno trovato una loro collocazione come elementi della nuova vita dell'anima che si rigenera, libera dal peccato, dopo la morte, in virtù della resurrezione di Cristo.

pizza chienaPer la Pasqua re l'Ova si usano preparare delle pietanze particolari, per lo più delle pizze, cioè una specie di focacce; il loro nome è dato dall'ingrediente principale (pizza re maccarùni, re grano , re riso ). Gustosissima tra tutte è quella detta pizza chiéna , cioè "ripiena" con formaggio di capra fresco, uova sode e molte fette di supressàta (tipico salame di carne di maiale lavorata artigianalmente in casa); il tutto amalgamato da uova sbattute e formaggio grattugiato, sistemato tra due sfoglie in un ruoto; la cottura ideale è nel forno a legna.

Tutte le ricette paquali sono nel nostro ricettario: Le Pizze di Pasqua

 

pizza di granoVa anche ricordato l'uso cosiddetto della bottiglia, che ormai va scomparendo. I bambini, in attesa che arrivino le confraternite dei paesi vicini, preparano in una bottiglia un intruglio di liquirizia e zucchero sciolti in acqua, che agitano con forza fino ad ottenere un liquido nero e schiumoso, che poi bevono mentre ascoltano i canti delle confraternite, sorbendo da una cannuccia inserita nel tappo di sughero.

Collegata alla Pasqua è anche la processione delle Palme, alla quale tutti i bambini del paese partecipano con la palma fatta di ramoscelli di ulivo ornati di dolciumi e caramelle e un tempo di molti fichi secchi, non disponendo di altro. Consumate poi avidamente queste leccornie dopo il rito in chiesa, le palme benedette ormai spoglie saranno portate nei campi e attaccate su un paletto della vigna come propiziazione di un buon raccolto di uva.

Il periodo pasquale acquista in alcuni paesi anche il sapore della festa patronale. A Prignano, il Lunedì in Albis si recita l'Opera ri Turchi, la sacra rappresentazione che chiude la processione in onore di S. Nicola; a San Mauro Cilento inizia, con la processione di mezzogiorno, la settimana dedicata all'Addolorata, durante la quale la statua è esposta alla venerazione dei fedeli nella chiesa madre; si concluderà con la fiera del sabato e la festa grande la domenica successiva.

Parte importantissima dei riti pasquali sono le congrèe (confraternite), alle quali abbiamo dedicato un capitolo a parte (v. oltre).

 


La terza è detta PASCA RI JURI in quanto durante la messa solenne, il celebrante cosparge di petali i fedeli, simboleggiando così la discesa dello Spirito Santo.

 

Questa festa dei fiori, versione cristiana dei riti della primavera del mondo antico, è collegata ad altre due feste nelle quali pure i fiori sono "protagonisti", per così dire: l'Ascensione e il Corpus Domini.

Durante la scampagnata del Lunedì in Albis (Pasquetta) o nei giorni immediatamente successivi, si raccoglie un ciuffo di erba che cresce nelle crepe dei muri di campagna, detta l'erva r'Ascensióne. Posta a capo del letto, essa fiorirà dopo trenta o quaranta giorni, in prossimità appunto della festa dell'Ascensione. Un tempo, dal modo di svilupparsi dei rami o dal cadere dei fiori, le ragazze nubili traevano auspici per il loro matrimonio; segno di disgrazia imminente era se l'erba non fioriva affatto.

I fiori sono protagonisti anche nei riti del giorno del Corpus Domini, quando il paese appare trasformato: le vie ne vengono cosparse - domina il giallo della ginestra - a formare mille disegni o scritte; dalle finestre e dai balconi pendono le coperte più belle del corredo. L'addobbo deve accogliere degnamente la processione del Sacramento che viene portato in pompa magna dal celebrante sotto l'ombrello liturgico e il palio. Ai crocicchi delle vie vengono preparati i cappellóni, cioè degli altari improvvisati abbelliti con piante, drappi e coreografie di carta; servono come sosta per le benedizioni ai fedeli durante la processione, alla quale partecipano anche i bambini che hanno fatto la prima comunione con l'abito di quell'occasione, e la confraternita in divisa. Certamente spettacolare e imponente è la processione della Chiòva (Socia) alla quale prendono parte le confraternite di tre paesi della parrocchia (Ortodonico, Fornelli e Cosentini).

 

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