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Come giocavamo...

un allegro girotondo in piazza

I giochi nel passato venivano organizzati mediante l’utilizzo di sassi, bacchette di legno, semi di frutta. Particolare menzione meritano le famose formelle, che erano costituite da bottoni di pantaloni, giacche; in seguito vennero usate le monetine, con cui si giocava solo nei periodi natalizi o pasquali, e nell’ambito delle feste patronali.e dopo aver giocato, un bel gelato!

L’azzecca muro o Tozza muro consisteva nel lanciare una moneta o un bottone contro un muro: se ricadeva vicino a quello di un altro giocatore alla distanza di un palmo si vinceva quel pezzo.

Il gioco a lo schiaffo consisteva nell’estrarre a sorte chi doveva “mettersi sotto”, volgendo le spalle agli altri e con il palmo della mano sinistra ben aperto sotto l’ascella destra e gli occhi ben coperti con la mano destra. A questo punto uno dei partecipanti tirava uno schiaffo sulla mano aperta del prescelto, il quale doveva individuare che lo aveva colpito. Se lo indovinava il nuovo bersaglio diveniva il colpitore.

Nel periodo di Carnevale si metteva in atto il lancio del caciocavallo, che è antichissimo e tuttora viene praticato. In questo gioco ci sono due squadre composte da 6 persone. Il gioco segue un tragitto definito: si esce dal paese verso la località Castagne, marcia da effettuare sia all’andata che al ritorno. Ogni componente ha diritto ad un lancio di caciocavallo, il cui tratto viene segnato con un bastone. I tiri sono alternati, e la squadra che ha fatto più strada si aggiudica il percorso di andata: la stessa cosa avviene per il ritorno. Le squadre si ritrovano al bar per consumare ciò che rimaneva del caciocavallo.


U’ strummuluLe conte o girotondi erano delle lunghe cantilene che si cantavano tenendosi per mano mentre si girava attorno ad una persona.

Le pupe re pezza, bambole di stoffa erano dei giochi che praticavano le bambine.

O' strummulo, o trottola di legno, consisteva nel colpire la trottola avversaria senza fa scacà la propria, cioè senza far smettere di girare la propria.

A’ staccia, piccola tegola di pietra o di argilla, consisteva nel tentare di cummuglià, coprire con essa i bottoni o delle monetine poste dietro al merco, ciottolo quadrato con lanci precisi come a bocce.

Barra si disputa tra due squadre, vince chi riesce a penetrare nell’area avversaria senza farsi prendere.

Mazza e piuzu la mazza è un bastone di legno grande quanto una mazza da baseball che ha la stessa funzione, solo che invece della palla bisogna colpire ù piuzu, pezzetto di legno con una parte appuntita; il gioco si può fare con due o più squadre, vince chi lancia il bastoncino più lontano e lo trova nel minor tempo possibile.

Altri giochi erano:

all’armi bandiera; a libera, all’uorio; a cova lena; a la staccia; uno n’bodda la luna.

 

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