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Canzoni cilentane dei partigiani borbonici

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  A LU SAVOIAstemma di casa savoia

Tu si’ ri li Savoia u’ gran signori,

i’ so l’affamato fuorilegge.

Tu scrivi cu la penna e dai ruluri,

io vao pe lu Ciliento cu’ curtieddo e unuri.

Tu tieni ‘nfamia,rucati, terre, calamaio,

carta e penna p’accire sti pezzenti.

Io tengo porvere Prito e quanno sparo,

vendeco e chi nu’ tene niente.

 

 

                         D.P.R.O.briganti

Simo brianti re lu Re Borbone,

sempre a cocchia cu lu zufocone.

Trombone, scuppetta e maneca r’angino,

porve, chiummo e nu bicchieri re vino.

Bosco amato, casolare mezzo caruto,

pane niuro, giustizia, libertà traruta.

Simo brianti re lu Re Borbone,

ne resta sulo Dio,Patria,Re,Onore.

 

 

 

VAO GIRANNO

Songo brande pe’ lu Ciliento,

fuorilegge pe li Testensi,

suldato pe lu Re Borbone,

ricercato pe lu Re ‘nvasore.

Porto scuppetta e sciabbulone,

giro l’Aliento, lu Diano e lu Calore,

a la Crosca meglio appartengo,

sono la tofa e me’nne vao vantanno.

 

 

                                             CACCIATE RA STE TERRE

Chiange la vita che se l’ha guruta,

nu chiange chi se l’ha stentata.

Chi tutto perde e lassa, chiane,

chi niente tene e soffre, rire.

Riro ‘ mbacci la morte, sarò mbiccato,

allucco viva lu Re, ‘naggio tramuto.

N’aggio tramuto lu Ciliento mio e lu paese,

cacciati ra ste terre lu piemontese.

 

fonte: www.terradeimiti.com 

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