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Sergente Pasquale Domenico Romano

Sergente Pasquale Domenico Romano Il Sergente Pasquale Domenico Romano rappresenta, probabilmente, l'immagine più romantica del brigantaggio. Nacque a Gioia del Colle il 24 agosto 1833 da una famiglia di pastori, nel 1851 si arruolò nell'Esercito Borbonico dove intraprese una brillante carriera diventando appunto Sergente.

Con l'invasione piemontese e disciolto l'Esercito Borbonico divenne subito comandante del comitato clandestino borbonico del paese natio. Vista però la mancanza di azione del comitato, decise di iniziare la lotta armata. Riuscì a riunire i compagni d'armi borbonici creando la sua prima banda, le prime operazioni, contro la Guardia Nazionale ed i regolari piemontesi erano mirate a procurarsi armi e munizioni. Il 28 luglio 1861 irruppe in Gioia del Colle costringendo i piemontesi ad abbandonare la città, bisogna dire che per la riuscita dell'azione fu molto importante la partecipazione alla battaglia dei cittadini i quali non nascondevano la propria ammirazione per il Segente. Bisogna dire che le truppe piemontesi e la Guardia Nazionale per vendicarsi si accanirono contro la sua famiglia ed agli amici più cari, questo procurò nel Romano un astio ancora maggiore contro gli "invasori". Unita la sua banda con quella del Generale Crocco Carmine Donatelli, nel 1862, bloccò le strade di accesso dapprima per Andria e Corato poi quelle fra Altamura e Toritto tendendo imboscate sia all'esercito che alla Guardia Nazionale. Inoltre vennero distrutte le masserie di liberali ed ex garibaldini della zona, seminando il panico e facendo strage tra i "traditori del Popolo meridionale". Tutti questi episodi fecero concentrare gli sforzi dell'esercito piemontese e della Guardia Nazionale a reprimere la banda del Sergente Romano. Il 1 Dicembre 1862 il Sergente commise un grave errore, bivaccando presso la solita masseria dei Monaci, dove frequentemente, essendoci una cappella, faceva servire pure messa, ritenne inutile mettere delle sentinelle e questo fece avere vita facile al reggimento di fanteria Sabaudo che potè attaccare facilmente, ma il Sergente insieme a pochi altri superstiti riuscì a fuggire. Pur riuscendo ad arruolare altri uomini e a ricominciare con piccoli attacchi a combattere l'esercito Sabaudo, ormai era braccato pericolosamente ed il 4 gennaio 1863 venne intercettato nei boschi presso la natia Gioia del Colle e la sua eroica resistenza fu vana infatti i piemontesi lo uccisero, si dice che prima dell'ultimo respiro riuscì a gridare EVVIVA O RRE! (riferendosi a Francesco II). Il suo corpo spogliato della divisa Borbonica fu caricato sopra un mulo ed esposto in Gioia del Colle per un intera settimana. Con lui finì anche il brigantaggio in Puglia.

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