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La Grotta di S.Michele a S.Angelo a Fasanella

grotta

fonte:  www.campaniapodcast.it

Poco al di sotto del centro abitato di S.Angelo a Fasanella, in uno stupendo scenario offerto dalle pendici orientali dei monti Alburni troviamo la grotta di S.Michele, anche detta Grotta dell'Angelo in virtù della storia che ne ha caratterizzato la sua scoperta in epoca medievale.

 

Bisogna innanzitutto dire che la grotta in età paleolitica era abitata, lo dimostrano i ritrovamenti di arnesi ed utensili che i cacciatori musteriani utilizzavano per gli usi domestici e quotidiani. Nei secoli, dopo la sua scoperta avvenuta a ridosso dell'anno mille è stata più volte rimaneggiata, certamente la grotta conserva ancora sedimenti e depositi sotto l'attuale pavimentazione e può essere spunto per interessanti campagne di scavo e di ricerca sulle popolazioni che nel paleolitico abitarono le nostre zone.

quadroDopo l'era paleolitica la grotta venne abbandonata e la natura si occupò di occultarla nascondendola e confondendola in quella serie di piccole fessure rocciose caratteristiche dei costoni di questa parte dei monti Alburni.

La storia ci racconta che il principe Manfredo prima dell'anno mille scoprì la grotta durante una battuta di caccia, fu proprio mentre seguiva il suo falcone lanciato all'inseguimento di una colomba che si imbattè in una piccola insenatura nella roccia. Giunse quindi nei pressi di quella che all'epoca era soltanto una piccola cavità alle pendici di un costone roccioso e, avvicinandosi, potè sentire dei riverberi sonori particolari che gli fecero subito pensare che dentro vi fosse qualcosa di più grande di una semplice cavità nella roccia.

A questo punto il principe interruppe la battuta di caccia e pianificò una piccola spedizione per esplorare la cavità naturale appena scoperta; il giorno dopo si fece accompagnare dalla servitù facendosi aiutare a raggiungere il luogo e, dopo molte difficoltà, riuscì ad entrare calandosi nella grotta.

Una volta all'interno rimase stupito dalle dimensioni enormi della cavità naturale, notò anche una specie di altare nelle rocce che presentava alle sue spalle una figura strana, come si trattasse di due ali.

Questa forma che si scorgeva e il colore bianco della roccia diede al principe la sensazione di aver visto l'Arcangelo Gabriele.

grotta

Uscì rapidamente dalla cavità in cui si era calato ed annunciò al popolo l'apparizione, la popolazione dopo essersi riunita in preghiera accolse con entusiasmo la decisione del principe di trasformare quella grotta in luogo di culto.

 

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