Punta Licosa

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Punta Licosa rappresenta, insieme a Punta Campanella, il tratto di costa che delimita il Golfo di Salerno. Il toponimo della punta estrema e dell'isolotto accanto deriva da Leucosia, che secondo Dionigi di Alicarnasso, storico nato intorno al 60 a.C, sarebbe una cugina di Enea, morta nello stesso luogo che porta il suo nome.
Gran parte della critica è, tuttavia, concorde nel far risalire il nome Licosa ad una delle Sirene che tentò di incantare Ulisse: la piccola isola di Licosa e la punta che simboleggia il limite della terraferma, hanno dunque, come Napoli, un alone di mito che le accompagna da secoli.sirena Secondo la leggenda le Sirene, demoni marini, metà donne e metà uccelli, con il fascino del loro canto riuscivano ad attirare i marinai che passavano nelle vicinanze della loro dimora, identificata spesso con Capri o con tre isolette della costa campana. In realtà la musica che riusciva a trasportare i marinai era una dannosa strategia, infatti,le navi che si avvicinavano alla costa erano distrutte e gli uomini divorati.
Presso Licosa, l'antico promontorio Enipeo, sarebbe precipitata in mare Leucosia: essa si sarebbe suicidata, insieme alle sorelle, gettandosi in mare, per la rabbia di  non esser riuscita a sedurre Odisseo ed i suoi compagni, sfuggiti ai richiami.
Omero nel libro XII dell'Odissea- vv.153-200- narra l'incontro di Ulisse con le incantatrici marine e dello stratagemma utilizzato per non essere travolto dal suadente canto : secondo il suggerimento dato da Circe, che aveva predetto l'incontro, Omero tappò con la cera le orecchie dei suoi compagni, mentre lui stesso si fece legare all'albero della nave.
Le Sirene, come testimonia Licofrone, si sarebbero gettate in mare in tre diversi punti del Tirreno: Partenope presso la Torre di Falero, e quindi a Napoli, Ligea in Calabria e Leucosia poco distante da Paestum.
Il poeta, vissuto nel III sec. a.C., ricorda così nel suo poema "Alessandra" -vv. 722-725-  la morte  della sirena Leucosia, :" Leucosia invece sarà scagliata sul promontorio Enipeo, e per molto tempo il suo nome resterà allo scoglio, dove l'impetuoso Is e il vicino Laris scaricano le loro acque" .
I mostri delle Sirenuse, avevano, dunque la loro dimora in alcune isole della costiera campana, identificate con Capri, oppure con Licosa, San Pietro e la Galletta, tuttavia oltre alla mitologia esiste una vera e propria documentazione sottomarina che rivela la storia della piccola Licosa e della terraferma, distante soltanto duecento metri.
Sommersi in acqua si trovano, infatti, resti di antichi insediamenti, databili intorno all'Undicesimo- Decimo secolo a.C, oltre a murature appartenenti forse ad una villa romana, colonne, tombe ed una peschiera.

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