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SIRENA LEUCOSIA

di Basilio Santòcrile


sirena(Leucosia una delle sirene che insieme a Ligia e Partenope abitavano il golfo di Salerno. Leucosia di sicuro dimorava a Licosa da cui prende il nome.) - Ma chi erano in realtà le Sirene? - In tutta la mitologia mediterranea, troviamo sparsi qua e là, accenni alle sirene, Ulisse rischiò di restare vittima di queste creature, ma i preziosi consigli della maga Circe lo salvarono. Esse compaiono anche nel racconto degli Argonauti e nel ratto di Proserpina. Pur essendo creature del mare vengono ricordate come donne – uccello Ovidio, nelle sue Metamorfosi ce ne spiega il perché: Sparita Proserpina, le sue compagne la cercarono invano sulla terra, allora desiderarono di essere provviste di ali per potersi librare sul mare e cercare anche lì. Vi è anche la tesi che Demetra le punì trasformandole in uccelli perché non avevano saputo aiutare Proserpina nel momento in cui veniva rapita dal re dell’Inferno. -Sirene con le ali? Viene spontanea la domanda,! Ma la risposta non lo è altrettanto.Quando gli scrittori abbiano fatto confluire in un unico personaggio i miti delle sirene e delle nereidi questo non si sa con certezza; quel che è certo che le nereidi erano 50 oppure 100, figlie di Doride e di Nereo, si parlava di esse come belle ninfe del mare amiche dei naviganti. Ovidio nelle Metamorfosi scrive: “Le si vede nuotare, in parte siedono sugli scogli dove fanno asciugare i loro verdi capelli, mentre altre corrono sulle onde portate da pesci”. - Plinio ne parla nel seguente modo: “La conformazione delle nereidi non è immaginaria. Hanno squame che rendono i loro corpi irti, anche dove esse mantengono forma umana.” - La narrazione leggendaria attraversò i tempi e nel medioevo trovano un nuovo fertile terreno, attraverso vari scrittori come Paracelso (che le chiama Ondine), che raccogliendone i miti, cercarono di dar loro una parvenza di realtà. Addirittura lo scrittore inglese Hamel arriva ad affermare: “ Le ondine possono assumere sembianze umane, innamorarsi di un uomo e avere bambini: questi saranno umani e non appartenenti alla famiglia delle Ondine, poiché avranno ricevuto un’anima umana. - Se un’Ondina si unisce a un uomo, diventa immortale. In caso contrario, è destinata a morire. Se un uomo ha una ninfa come moglie, deve lasciarla sostare, quando lo desidera, sulle rive del mare, altrimenti lei potrebbe tornare, presa dalla nostalgia, al suo  elemento”. - Una cronaca islandese del 1215 ce ne descrive una così: “Fino alla cintola aveva il corpo di donna, con grandi seni, capigliatura sciolta e grandi mani palmate. È stata vista mentre mangiava alcuni pesci”. - Può sembrare incredibile, ma alcune cronache dei nostri giorni parlano di episodi ed incontri con le fantastiche fanciulle del mare: Nel 1962 quattro abitanti dell’isola di Man, e il Sunday Pictorial di Londra ne diede la notizia, e a nome di Clifford Irving, membro del parlamento locale, offrì uno straordinario premio 20.000 sterline a chi avesse catturato una delle mitologiche creature.

Il premio non venne mai ritirato, ma in compenso si ebbe una vera pioggia di  testimonianze, tra cui quella di un tenente colonnello della R.A.F. MacDonald, che dichiarò: “Ero a pescare con Mr. Evan Gell. Ci trovavamo a circa 500  miglia al largo a sud dell’isola. Fu allora che vedemmo due sirene nuotare. Tutte e due avevano i capelli rossi. Avanzavano ad una velocità di 12 nodi:  nessun essere umano avrebbe potuto spostarsi nell’acqua tanto rapidamente. Prima che levassimo l’ancora erano scomparse”. - Leggende, tradizioni,  miti: le sirene sembrano dimorare in una dimensione fantastica, nascere e svilupparsi dalla fantasia dei popoli la cui vita è strettamente legata al mare.  Eppure c’è chi dice che anche queste leggende, come tutte le altre, abbiano un nocciolo di verità. - Altri affermano: I navigatori avrebbero scambiato per creature femminili mammiferi acquatici dal corpo fusiforme appartenenti al gruppo dei sirenidi: si tratta dei dugonghi (un tempo diffusi dal Mar Rosso alle coste orientali africane dalle Molucche alle Filippine e alle coste tropicali dell’Australia, e ormai quasi in via di estinzione) e dei lamantini. I dugonghi,  inparticolare, emettono un suono che pare un gemito, potrebbero aver contribuito a mantener viva la favola del melodioso canto delle sirene. - Del resto la solitudine del mare, un corpo curvilineo che si agita nelle acque, possono dare adito alle fantasie più sfrenate.

 

Basilio SANTÒCRILE.
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