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Ruggero Leoncavallo

Ruggero LeoncavalloNato a Napoli il 23 aprile del 1857, da bambino si trasferì insieme alla famiglia a Castellabate.Nel 1859 a Castellabate morì Irene, la sorellina del compositore; riposa nella terra santa della basilica. A Leoncavallo padre è attribuito un canto, destinato alla moglie che a Napoli stava partorendo Ruggero: «O santo sole mo' ca te nne cali / si viri a nenna mia salutammilla. / Salutammilla epu' me l'abrazzari I ca a u lo ritorno me l'abbrazzo io...».

Successivamente la famiglia Leoncavallo si trasferì in provincia di Cosenza, a Montalto Uffugo, dove il padre fu pretore, in giovanissima età assistette ad un fatto di sangue che, successivamente, lo ispirò per la realizzazione dell'opera Pagliacci. Nel centro del cosentino si tiene ogni anno il Festival Leoncavallo. Leoncavallo studiò al Conservatorio di San Pietro a Majella nella sua città natale.

 

Dopo alcuni tentativi operistici giovanili non particolarmente fortunati, sulla scia del grande successo riportato nel 1890 da Cavalleria rusticana di Mascagni, compose un'opera verista destinata a grande fortuna: Pagliacci. Rappresentata per la prima volta nel 1892 al Teatro Dal Verme di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini, l'opera riscosse un successo immediato ed è, forse, l'unica creazione di Leoncavallo che non sia mai uscita dal grande repertorio lirico. La sua aria più celebre, "Vesti la giubba", registrata da Enrico Caruso, fu il primo disco al mondo a toccare il milione di copie di vendita.

L'anno successivo (1893) venne rappresentata a Milano l'opera I Medici, ma né questa creazione, né la successiva, Chatterton, rappresentata a Roma nel 1896, ottennero il successo sperato.

Anche La bohème, rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia nel 1897, dopo un buon avvio iniziale, fu messa in ombra dalla crescente notorietà dell'opera omonima di Puccini (1896), con cui condivide il titolo ed il soggetto, basato sul romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger.

Dopo un periodo giovanile ricco di viaggi, verso la fine del XIX secolo Leoncavallo approdò a Brissago (Svizzera). Nel 1903 egli affidò all'architetto Bernasconi il compito di costruirgli una villa a Brissago, Villa Myriam. Lì il Maestro visse fino al 1916, anno in cui dovette venderla per far fronte alle ristrettezze finanziarie. Fino ad allora, la sua villa fu un punto di ritrovo per direttori di teatro, scrittori, cantanti, editori (Toscanini, Caruso, Sonzogno...). I brissaghesi, consapevoli del suo attaccamento al paesello, gli concessero nel 1904 la cittadinanza onoraria.

Successivamente Leoncavallo compose Zazà (1900), ricordata solo per due arie rimaste in repertorio. Tra le molte romanze da lui composte, la più famosa è Mattinata scritta per la Gramophone Company e prevista per la voce di Caruso. Lo stesso Leoncavallo suonò il pianoforte durante la prima incisione della romanza avvenuta l' 8 aprile del 1904 e interpretata da Caruso.

Il compositore morì a Montecatini Terme nel 1919. Fu seppellito a Firenze nel cimitero delle Porte Sante. Le sue spoglie mortali, assieme a quelle di sua moglie Berthe, dando seguito al suo desiderio, verranno traslate a Brissago nel 1989. La tomba è situata nel portico del XVII secolo, accanto alla chiesa rinascimentale di Madonna del Ponte.

 

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