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Gli affreschi di Laurito

I dipinti esistenti nella chiesa di San Filippo d’Agira costituiscono la decorazione delle pareti e della volta della cappellina gotica inglobata nella chiesa.

La costruzione della chiesa risale al secolo XVIII e nel corso dell’edificazione, avviata sull’area una volta occupata dal Palazzo Baronale che fu abitazione della famiglia Monforte, suffeudataria dei Sanseverino e padrona di Laurito dal 1344 al1770, dovette essere compresa la preesistente cappellina gentilizia del XIII secolo.

Il ciclo pittorico lungo le pareti e sulla volta si svolge per ordini sovrapposti: nella parte bassa delle pareti gli apostoli Pietro, Giovanni, Andrea, Giacomo maggiore, Giacomo e Filippo sono raffigurati alla sinistra della Madonna con Bambino dipinta al centro della parete; alla destra della Vergine, Paolo, Tommaso, Bartolomeo, Simone ed un altro santo completamente scomparso. Nell’ordine superiore, composto da lunette, sono raffigurati tre episodi del Nuovo Testamento: a sinistra la Natività, al centro l’Annunciazione, a destra la Flagellazione di Cristo.

Di particolare interesse la scena nella Natività: la zona più alta è dedicata all'annuncio ai pastori (è visibile un angelo, un pastore e il suo gregge), la zona mediana alla nascita di Gesù (dietro la grotta sono visibili i Magi che arrivano), la zona bassa ad un episodio non riportato nel Vangelo, ma dai Vangeli apocrifi, e completamente scomparso nell'arte occidentale dal secolo XVI. (La Vergine viene assistita al momento della nascita dal Figlio divino da due levatrici, Salomè e Mea che lavano il neonato). Questo episodio, molto diffuso nell'arte bizantina, è spesso presente in affreschi quattrocenteschi del Cilento; una analoga Natività è rappresentata nella cripta della chiesa di Santa Maria dei Lombardi a Novi Velia.

Alcune differenze stilistiche (nel modo ad esempio di realizzare le mani, i volti o i panneggi delle figure) fra le varie parti del ciclo di affreschi testimoniano della presenza nella decorazione della cappella di almeno tre artisti, tutti senz'altro meridionali, forse appartenenti a due successive generazioni. La caratteristica predominante e comune ai tre artisti è il riferimento alla cultura spagnola (in particolare catalana) che ben si spiega con la presenza nel meridione della dinastia Aragonese.

da: www.cilento.it

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